A bit of [hi]story 2026
A bit of [hi]story 2026 è l'edizione annuale del festival sulla cultura digitale organizzato dal Museo Piemontese dell'Informatica (MuPIn), svoltasi a Torino dal 30 settembre al 4 ottobre 2026. Il tema scelto, «Equilibri Digitali: i conti veri dell'informatica», ha messo al centro i costi che l'innovazione tecnologica tende a lasciare fuori dal bilancio: il consumo energetico di infrastrutture e servizi, l'inquinamento legato alla produzione e all'uso dei dispositivi, la gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e le possibilità offerte da riuso, riparazione e allungamento della vita dei prodotti tecnologici [1][2].
Programma e sedi
Il festival ha proposto circa 50 appuntamenti tra conferenze, incontri, mostre, laboratori e workshop gratuiti, con oltre 55 relatori. Il programma è stato presentato in diretta sul canale YouTube del museo dal presidente del MuPIn, Elia Bellussi, e dal vicepresidente Vittorio Pasteris [1]. Le prime tre giornate, intitolate «Capire il digitale, immaginare il futuro», sono state riservate agli studenti delle scuole superiori e si sono svolte al Palazzo della Città Metropolitana di Torino: i 250 posti disponibili sono risultati esauriti prima dell'inizio dell'evento [3]. Il fine settimana del 3 e 4 ottobre il festival si è spostato ai Docks Dora, nel quartiere Barriera di Milano, con un programma aperto al pubblico [1][3].
Ospiti e incontri
Tra gli appuntamenti del sabato, Giovanni Cignoni ha raccontato il primo anno di Apple e la storia del logo dell'azienda, mentre il climatologo Luca Mercalli è intervenuto con «La rivoluzione meteo-digitale: no supercomputer, no previsioni!». Una tavola rotonda su Olivetti e innovazione ha riunito Gastone Garziera, tra i progettisti della Programma 101, Carlo Massironi e Giorgio Garuzzo, ingegnere uscito dal Politecnico di Torino poi amministratore delegato di Iveco e direttore generale del gruppo Fiat. L'ex rettore del Politecnico di Torino Guido Saracco ha parlato di intelligenza artificiale personale, mentre Esmeralda Moretti ha affrontato il rapporto tra democrazia e piattaforme digitali. La giornata ha compreso anche una tavola rotonda su donne e discipline STEM e un incontro di Pierdomenico Memeo dalle «Harvard Computers» al film «Il diritto di contare», oltre a una sessione su retrocollezionismo e riparazioni con Carlo Santagostino, Davide Gatti ed Eleonora Sayaka Chialva [1]. La domenica ha alternato storia e attualità, con interventi di Mattia Borrelli su Internet, di Sergio Gervasini e Renato Manfreddi dal PC IBM al DMD 800, di Paolo Besser sulla rivista Zzap e di Andrea Contato su «The Sumerian Game» [1]. Nel programma ha trovato spazio anche l'Ada Lovelace Day, dedicato al contributo delle donne alla storia dell'informatica [2][3].
I 15 anni del MuPIn
L'edizione 2026 ha coinciso con i 15 anni del Museo Piemontese dell'Informatica. Durante il festival è stata raccontata la storia del museo ed è stato presentato il progetto della nuova sede di piazza Riccardo Valla a Torino, destinata a ospitare il patrimonio storico e tecnologico del MuPIn [2][3]. La manifestazione è stata realizzata con il patrocinio della Commissione Europea, della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino, Politecnico di Torino e Università di Torino, con il sostegno di Fondazione CRT e Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e il supporto di Sunnyvale [3].
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Fonti
- La Stampa — 28 settembre 2026
- Quotidiano Piemontese — 30 settembre 2026
- TorinoOggi — 1 ottobre 2026